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8 Novembre 2021La sindrome della bandeletta ileotibiale è una lesione che si verifica a seguito di un uso eccessivo del muscolo della parte laterale della coscia. Infatti, la bandelletta ileotibiale è un tendine, con una bassa banda fibrosa che inizia dall’osso pelvico, continua fino al ginocchio e finisce nella parte superiore-laterale della tibia. Questa sindrome è caratterizzata da dolore al ginocchio nella parte laterale, soprattutto dopo movimenti ripetuti, in genere, durante sport come corsa o ciclismo. Tale patologia è conosciuta anche come “ginocchio del corridore” proprio per questa frequenza caratteristica degli sport di corsa. Negli ultimi anni è stato segnalato un aumento dei casi di questa sindrome che potrebbe essere associato al numero, sempre crescente, di runners in tutto il mondo. Infatti, lo jogging è un attività economica che può essere svolta liberamente ovunque.
Cause e fattori di rischio sindrome della bandelletta Ileotibiale
Le cause della sindrome della bandelletta ileotibilae sono multifattoriali. Ciò significa che si sviluppa a causa della notevole frizione tra le componenti anatomiche o per l’infiammazione del cuscinetto adiposo presente tra la bandelletta e l’epicondilo: durante la flessione o l’estensione del ginocchio, la bandeletta si sposta posteriormente o anteriormente rispetto all’epicondilo laterale. Nel caso della sindrome, la frizione che dovrebbe essere ridotta, è notevolmente eccesiva e questo provoca una risposta di tipo infiammatorio.
Quindi, le cause della sindrome della bandelletta ileotibiale possono essere molteplici:
- Fattori anatomici
- postura errata
- sovrappeso
- valgismo del ginocchio
- valgismo della tibia
- piede valgo
- Fattori sportivi
- scarpe eccessivamente ammortizzate
- ripetitività di un particolare gesto atletico
- ripetuti microtraumi in un determinato gesto atletico
- rapidi aumenti di carico durante l’attività sportiva
Per quanto riguarda il ciclismo va fatto un discorso a parte: durante la pedalata, è la bandelletta che conferisce stabilità al ginocchio assicurando il mantenimento del rapporto tra femore, rotula e ossa della gamba. Nel caso di anomalie a questo tendine, si genera una frizione tra bandelletta e epicondilo laterale del femore, portando a ripercussioni anche durane la pedalata. Questo avviene in particolare nel ciclismo perché:
- altezza o arretramento eccessivo della sella, porta il ginocchio a lavorare con un’estensione anormale
- pratica parallela di altri sport
- movimenti errati del ginocchio durante la pedalata
- tacchette ruotate all’interno, che generano un’intrarotazione eccessiva della tibia mettendo in tensione la bandelletta
Infine, elenchiamo i possibili fattori di rischio che potrebbero portare alla sindrome della bandelletta ileotibiale:
- corsa su piano inclinato
- corsa su una superficie inadatta
- allenamento inappropriato
- debolezza degli abduttori dell’anca
- debolezza dei flessori e degli estensori del ginocchio
Caratteristiche e sintomi sindrome della bandelletta Ileotibiale
La sintomatologia della sindrome della bandelletta ileotibiale può essere suddivisa in due fasi:
- fase acuta
- fase cronica
Nella prima fase, il sintomo caratteristico è dolore forte localizzato tra la banda ileotibiale e il condilio femorale, unito a bruciore e impotenza. Il dolore, in genere, si manifesta in maniera continua e aumenta durante la flessione del ginocchio, quindi il dolore può:
- essere localizzato all’esterno del ginocchio
- scendere e colpire anche il polpaccio
- salire fino alla parte esterna della coscia, includendo anche l’anca.
Nella fase cronica, invece, si entra quando il dolore si manifesta anche durante la palpazione della parte esterna del ginocchio, entrando così nella fase terminale della patologia. Arrivati a questo punto, è fondamentale diagnosticare in tempo la sindrome poiché la bandelletta ileotibiale è connessa alla rotula, e quindi potrebbe portare alla sindrome femoro-rotulea.
Diagnosi sindrome della bandelletta Ileotibiale
La diagnosi della sindrome della bandelletta ileotibilale non è facile, questo perché potrebbe essere confusa con altre patologie, come: tendinite del bicipite femorale, gonartrosi laterale, esiti di una ricostruzione del legamento ed altre problematiche. Infatti, proprio per questo la diagnosi arriva dall’esclusione di tutte queste patologie, quindi è prevalentemente differenziale. Inoltre, per una buona diagnosi sono necessarie un’ottima anamnesi del paziente e un esame detto pressopalpazione con il quale si mettono in evidenza i dolori nella zona seno tarsiale. Gli esami strumentali sono utili per escludere altre patologie:
- la radiografia, risulterà normale se il paziente è affetto dalla sindrome della bandelletta ileotibiale
- la risonanza magnetica, è utile per confermare la diagnosi
- l’ecografia, può rilevare un ispessimento anormale nella zona distale della bandletta ileotibiale.
Trattamento sindrome della bandelletta Ileotibiale
Il trattamento migliore per la sindorme della bandelletta ileotibiale, nella maggior parte dei pazienti, è conservativo. Questo tipo di terapia prevede diverse opzioni
- Limitazione delle attività: il paziente non può assolutamente svolgere attività sportiva nelle fasi iniziali della patologia e fino a quando il dolore non è risolto. Il ritorno a queto tipo di attività deve avvenire quando il dolore si è risolto.
- Crioterapia, utilizzo di ghiaccio per 20 minuti mattina e sera
- Farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS), solo se prescritti dal vostro medico curante
- Fisioterapia e strumenti elettromedicali, possiamo dire che in questa sindrome, la fisioterapia è di vitale importanza. Affidarsi ad un fisioterapista sarà la migliore scelta in quanto oltre alle terapie strumentali potrà dare anche consigli su esercizi da effettuare e terapie manuali. Tra cui:
- esercizi mirati
- massaggi decontratturanti sulla bandelletta
- stretching per correggere eventuali tensioni esterne
- ionoforesi
- ultrasuoni
- tecarterapia
- laserterapia
- rieducazione posturale
- onde d’urto
Attraverso questo tipo di terapia conservativa, la maggior parte dei pazienti dovrebbe avere sollievo e tronate alle attività sportive dopo 6-8 settimane. La chirurgia è consigliata solo quando la terapia conservativa non sortisce alcun effetto dopo 6 mesi. Di solito, i risultati vanno da buoni ad eccellenti.
Se sei alla ricerca di uno specialista per la sindrome della bandeletta ileotibiale affidati ai Centri Di Riabilitazione Campania. Nei nostri sette centri saremo pronti ad accogliervi con l’aiuto di ortopedici e fisioterapisti, i quali lavorando in sinergia prenderanno in cario la vostra problematica accompagnandovi dalla prima visita alla guarigione completa.